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ELEMENTI SUL DIMENSIONAMENTO DELLA PORTATA DELLE FOGNE BIANCHE O PLUVIALI

Premesso che le fognature bianche o pluviali o meteoriche, sono dette acque bianche perché contengono, in generale, quantità poco rilevanti di impurità.

Per il dimensionamento della fogna bianca occorre innanzitutto conoscere l’informazione pluviometrica del luogo dove le stesse sono ubicate (serie storiche dei pluviometri situati in prossimità del centro urbano- almeo 40 anni di osservazione).


Una volta conosciuti i dati statistici occorre studiare un calcolo della probabilità con un tempo di ritorno di almeno 5 anni (il tempo di ritorno T, associato ad un dato valore x di una variabile X , si definisce il numero medio di anni affinché x sia superato per la prima volta. L’approccio probabilistico consente di associare a ciascun valore del periodo di ritorno T un valore x di X quando si hanno a disposizione un numero di osservazioni n (x1, x2, x3, x4,…….., xn))

L’altezza di precipitazione h si tratta in idrologia come una variabile casuale , facendo corrispondere ad ogni suo valore un valore della probabilità di non superamento (associato ad un certo evento idrologico) è spesso associato a quello di tempo di ritorno T .

Per la determinazione delle curve di probabilità pluviometrica ci si basa sull’analisi delle curve di frequenza cumulata (CDF), costruite per le serie storiche dei massimi annuali delle piogge di durata 1, 3, 6, 12, 24 ore, adattando a ciascuna di esse, attraverso la stima dei parametri , un predefinito modello probabilistico (TCEV, Gumbel , ecc.) Dalle curve di frequenza, fissato il tempo di ritorno T (tipicamente 10, 20, 50, 100, 200, 1000 anni) e per ogni durata t è possibile, quindi, ricavare il valore ht ,T I valori così determinati vengono riportati su un diagramma (h, t) ed interpolati mediante delle curve caratterizzate dall’espressione:

ht,T = a t n

Per la stima dei parametri a ed n di ciascuna curva conviene considerare la trasformata logaritmica dei valori delle precipitazioni e delle durate ed applicare il metodo dei minimi quadrati.

Una volta stimati i parametri è possibile entrare nella curva di probabilità pluviometrica caratterizzata da un certo tempo di ritorno e ricavare l’altezza di pioggia corrispondente a durate differenti da quelle considerate dal servizio idrografico.

Fatto questo primo passo, occorre studiare i nostri bacini, cioè le area di pertinenza, di raccolta delle acque che scorrono sulla superficie della viabilità e confluenti verso le caditoie.

Si utilizza il modello cinematico:

Q = (Ǿ* A* i)/3.600.000 (mc/sec)

dove : Ǿ : coefficiente di deflusso medio che dipende dall'area in cui precipita l'acqua meteorica;
A= area di pertinenza (mq);
i= mm/h= intensita di pioggia;

Calcolato il tempo di corrivazione :
tc = ta + tRETE

con il tempo di corrivazione calcolo la portata, una volta individuato il livello di riempimento, meglio non superare il 50%, e verificato che la velocità di deflusso non è inferiore a 0,6 m/sec e non superiore a 6 m/sec, per ogni tronco fognario il dimensionamento è terminato.